L’IMPORTANZA DEL BUDGET DI TESORERIA

Perché l’Utile non basta a salvare la tua Impresa

.

Nel mio lavoro quotidiano presso KRG Studio, mi capita sempre più spesso di entrare nelle PMI e rilevare una totale assenza di strumenti per il monitoraggio della tesoreria. Pagamenti e programmazione finanziaria sono troppo spesso delegati all’improvvisazione.

L’unico monitoraggio che riscontro è, nel migliore dei casi, una gestione frammentaria degli incassi dai clienti e dei pagamenti ai fornitori. Noi commercialisti, quando inviamo gli F24 telematici per IVA, INPS o ritenute, facciamo spesso un profondo atto di fede: speriamo che le informazioni ricevute siano corrette e che l’addebito non venga respinto per insufficienza di fondi.

Tutto questo accade perché l’imprenditore non è ancora abituato a progettare e costruire il proprio Budget di Tesoreria.

Oltre lo scadenziario: uno strumento “Vivo”

A mio avviso, l’unico strumento davvero indispensabile per una PMI è il Budget di Tesoreria, affiancato da uno scadenziario allargato a ogni categoria di spesa e ai budget di vendite e acquisti.

Ma attenzione: il Budget di Tesoreria non deve essere perfetto al centesimo (è una previsione!), ma deve essere onesto. Non deve sovrastimare gli incassi né sottostimare le uscite. Non deve essere uno strumento per prendersi in giro: i nodi, prima o poi, vengono al pettine con conseguenze devastanti.

Il Budget di Tesoreria è il “terminale nervoso” della pianificazione aziendale. Se non “parla” con i budget delle vendite e degli acquisti, non è un budget, ma una semplice lista della spesa.

Profit is an Opinion, Cash is Reality

Ricordiamo sempre ai Nostri clienti che un’azienda può avere un’ottima economicità e generare utili, ma ciò che la rende davvero solida è l’equilibrio finanziario. Come dicono gli analisti anglosassoni:

“Revenue is vanity, Profit is sanity, but Cash is King” (Il fatturato è vanità, l’utile è salute, ma la cassa è il Re).

Scandali storici come Enron o Parmalat ci hanno insegnato che si possono mostrare utili miliardari “di carta” mentre le casse sono drammaticamente vuote.

Il Budget di Tesoreria lavora sul Criterio di Cassa (6/12 mesi) e si regge su tre pilastri:

  1. Entrate Monetarie: Incassi, riscossione crediti, mutui, apporti soci, contributi.
  2. Uscite Monetarie: Fornitori, stipendi, tasse (F24), rate prestiti, investimenti, assicurazioni.
  3. Saldo di Liquidità: La differenza reale che identifica il flusso di cassa.

I vantaggi strategici: perché non puoi farne a meno

  • Prevenire le crisi: Individuare i “buchi di cassa” con mesi di anticipo per intervenire per tempo.
  • Gestire le eccedenze: Programmare investimenti mirati anziché lasciare la liquidità infruttifera.
  • Pianificare gli investimenti: Il budget economico ti dice se un macchinario è conveniente, ma solo quello di tesoreria ti dice se puoi pagarlo (e come).
  • Ottimizzare il magazzino: Decidere quanto e quando approvvigionarsi in base alla liquidità disponibile.
  • Credibilità bancaria: Presentarsi agli istituti di credito con un budget dettagliato comunica professionalità e controllo, facilitando l’ottenimento di linee di credito.
FunzioneSenza Budget (Improvvisazione)Con Budget (Pianificazione)
EmergenzePanico e prestiti urgenti costosi.Azioni correttive pianificate mesi prima.
CrescitaRischio di “overtrading” (fallire per troppe vendite).Crescita sostenibile e finanziata.
BancheRapporti tesi e scarsa fiducia.Partnership basata su dati e trasparenza.

L’obbligo di legge: il Codice della Crisi d’Impresa

Oggi il Budget di Tesoreria non è più solo una “buona pratica”, ma un obbligo di legge. La riforma del Codice Civile (Art. 2086 c.c.) impone alle società assetti organizzativi e contabili adeguati per rilevare tempestivamente i segnali di crisi.

La normativa definisce la crisi come la probabilità di insolvenza nei 12 mesi successivi. Senza un budget che monitori l’andamento prospettico (non basta il passato!), l’assetto è considerato inadeguato. In caso di insolvenza, gli amministratori rischiano di rispondere con il proprio patrimonio personale.

Conclusione e Prossimi Passi

Il monitoraggio finanziario non è un esercizio di burocrazia, ma la protezione reale del tuo patrimonio e del futuro della tua azienda. Navigare senza una proiezione dei flussi significa muoversi al buio in un mare pieno di insidie normative e operative.

Consapevole delle difficoltà che le PMI incontrano nel passare dalla teoria alla pratica, ho deciso di dare il via a un percorso guidato qui sul blog di KRG Studio.

Nei prossimi articoli esploreremo insieme:

  • I primi passi: come estrarre i dati corretti dalla contabilità e dai budget delle vendite e degli acquisti.
  • La costruzione del modello: come definire i “driver” di incasso e pagamento per rendere le previsioni attendibili.
  • Dalla carta al digitale: ti guiderò passo dopo passo nella creazione di un modello professionale, automatizzato e pronto all’uso, da implementare direttamente nella  gestione quotidiana.

Lunano, 01/02/2026

per KRG Studio – Dott. Andrea Ridolfini

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Sentitevi liberi di contribuire!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *